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Posts Tagged ‘Cyberbullismo’

Renzi sconfessa se stesso. Il voto subito affossa 73 leggi. Ecco tutte quelle che saltano se si va alle urne

giovedì, dicembre 29th, 2016

Renzi_1Ci sono voluti mesi, in alcuni casi addirittura anni, per approvarli in almeno uno dei due rami del Parlamento. Ma adesso, vista l’ipotesi molto probabile di tornare alle urne prima della scadenza naturale della legislatura (2018), rischiano di essere condannati a morte certa. Di cosa stiamo parlando? Dei 73 provvedimenti che, secondo i calcoli dell’associazione Openpolis, dal 2013 ad oggi sono stati approvati da Camera o Senato ma che sono rimasti nel limbo, complici anche i veti incrociati tra le forze che compongono la maggioranza di Governo. E che dopo il referendum del 4 dicembre scorso e il cambio della guardia a Palazzo Chigi fra Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, utile più che altro a scrivere una nuova legge elettorale e andare in fretta a votare, rischiano di essere ridotti a carta straccia. Alcuni, fra le altre cose, sono dei veri e propri cavalli di battaglia dell’ex sindaco di Firenze, colui che più degli altri spinge per le elezioni anticipate.

Nel dimenticatoio – In testa ci sono, senza dubbio, il conflitto d’interessi e il cosiddetto ius soli. Del primo provvedimento, Renzi parlò dal palco della Leopolda a novembre 2012. “Faremo la legge nei primi cento giorni”, assicurò. Poi a maggio 2015 fu l’allora ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi, a rincarare la dose. Com’è andata a finire? Il testo approvato il 25 febbraio 2016 alla Camera, relatore Francesco Sanna (Pd), è bloccato in commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama. E lì, a meno di clamorosi colpi di scena, è destinato a rimanere. Anche sullo ius soli l’ex premier si è più volte espresso pubblicamente. L’ultima esattamente un anno fa, quando disse che il 2016 sarebbe stato l’anno dei diritti civili, compresa la legge sulla “nuova” cittadinanza. Eppure anche il provvedimento approvato ad ottobre 2015 in prima lettura dalla Camera è rimasto incagliato al Senato e tanti cari saluti.

Tempo scaduto – Che dire, poi, del ddl concorrenza? Pure stavolta le cose sono andate per le lunghe. Il ddl è stato adottato dal Consiglio dei ministri il 20 febbraio 2015, praticamente due anni fa. Il via libera della Camera è arrivato invece il 7 ottobre dello stesso anno, quello della commissione Industria di Palazzo Madama il 2 agosto 2016. Risultato: complice il referendum, la discussione è slittata sine die. Rischia di finire nel dimenticatoio, ma questa volta non casualmente (visto il niet dei partiti dei Centrodestra), il ddl che introduce il reato di tortura, approvato sia al Senato (marzo 2014) sia alla Camera (aprile 2015). Ma nel lungo elenco figurano anche la legge sulla tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo, la riforma del processo penale e quella dei partiti. Certo, si tratta di una situazione non proprio nuova, visto che anche alla fine della passata legislatura furono lasciati in sospeso lo stesso numero di provvedimenti. Ma forse mai come stavolta, in nome della “rottamazione”, bisognava invertire il trend.

Twitter: @GiorgioVelardi

(Articolo scritto il 28 dicembre 2016 per La Notizia)

Altro che lotta al bullismo. Pure il numero verde fa flop

sabato, dicembre 24th, 2016

Bullismo_MinIntEra nato con un intento nobile: segnalare via sms episodi di bullismo o legati alla droga nelle scuole italiane, consentendo così alle Forze dell’ordine di intervenire tempestivamente. Un’iniziativa voluta, è scritto sul sito del ministero dell’Interno, “in un’ottica di sicurezza partecipata, come strumento in più a disposizione di educatori, operatori scolastici, ragazzi, genitori e Forze dell’ordine per arginare e combattere due vere e proprie piaghe” che “negli ultimi quattro anni in Italia sono costati la vita a dodici studenti morti per droga e ad altri due, morti suicidi per ragioni attribuite ad atti di bullismo”. Tutto molto interessante, un passo in avanti significativo, si dirà. Se non fosse che da settembre scorso, da quando cioè gli studenti sono tornati in classe per l’inizio del nuovo anno scolastico, al numero verde 43002 attivato nel 2014 dal Viminale non risponde più nessuno. Proprio così. Ma, particolare ancora più curioso, il numero non è nemmeno “verde”: il costo del messaggio viene infatti addebitato all’utente che lo invia. Un problema che non è passato inosservato.

Tanto che a Montecitorio il Movimento 5 Stelle ha indirizzato un’interrogazione (prima firmataria la deputata Marialucia Lorefice) al neo ministro dell’Interno, Marco Minniti, per chiedere spiegazioni. Rivelando, ad esempio, come da una telefonata effettuata alla Questura di Torino sia stata accertata l’effettiva sospensione del servizio. Di più: “Il problema della disattivazione – è scritto nell’interrogazione – è stato sollevato da oltre un mese al ministero, ma nulla è cambiato a riguardo”. Il motivo? Non è dato saperlo. “Bullismo e cyberbullismo”, dice a La Notizia la Lorefice, “sono due fenomeni estremamente gravi e sempre più dilaganti. Occorre un intervento normativo che punti soprattutto sulla prevenzione, l’educazione e il recupero della vittima ma anche di colui che commette l’illecito”.

Tutto fermo – Circostanza per certi aspetti ancora più grave, ricorda la deputata pentastellata, “in Italia manca una normativa che li disciplini. Mesi fa in Parlamento è stata avviata la discussione di una proposta di legge in merito, che purtroppo ha perso la sua essenza originaria, è stata depotenziata, puntando sull’aspetto repressivo”. Così “oggi quella proposta è ferma al Senato: auspichiamo si ritorni presto a discuterla e che si capisca che la vera battaglia a questi fenomeni passa attraverso una buona forma di educazione, coinvolgendo famiglia e scuola”, conclude la Lorefice.

Twitter: @GiorgioVelardi

Articolo scritto il 23 dicembre 2016 per La Notizia