Archivio mensile:gennaio 2012

Tv, ridiamo ai bambini lo spazio che meritano

Continuano a proliferare, neanche portassero chissà quale innovazione nel tubo catodico, i programmi che vedono come protagonisti i bambini. La Befana mi ha regalato – ahimè – l’ultima meraviglia: una versione de L’Eredità (il programma pre-Tg1 condotto da Carlo Conti sul primo canale Rai) con concorrenti piccoli ma al tempo stesso già grandi. Quelli che hanno partecipato ieri sera al quiz dell’uomo più abbronzato della televisione italiana sembravano essere dei mostri: uno, a 10 anni, sta già scrivendo un libro; un’altra, stessa età, non è fidanzata ma è innamorata di un ragazzo più grande di lei; infine, l’ultima ha 4 “spasimanti”, ma non sa quale scegliere.

Ecco, poi gli fanno le domande, e scopri che da geni quali sembrano questi piccoli Piero Angela – ma lui, sicuramente, da piccino era fatto di un’altra pasta – sono in realtà mediocri e “normali”, malgrado le apparenze. Quello del libro (un giallo ambientato a Londra. A 10 anni? Mah!), decanta la sua media del 10 a scuola, guardando Conti come a fargli capire: «Ma scusa, che domanda mi hai fatto? Non si vede che ho la faccia di uno che ha il massimo dei voti in tutte le materie?», e poi è il primo ad essere eliminato. Sbaglia due domande su tre – la prima è sul calcio, ma lui sbuffa quando la legge perché il calcio proprio non lo digerisce; la seconda è ancora più imbarazzante: «La prosa è la forma di espressione linguistica in cui si scrivono parole in versi. Vero o falso?». E lui risponde «vero», con la faccia da sapientino. Eh no bello mio, quella è la poesia! –, ma poi si mette al posto del presentatore e lancia le sfide successive, perché è sempre stato il suo sogno. Ma quanti ne ha?

L’Eredità non è il primo, ma solo l’ultimo di questi format in cui bambini di 5, 10, 15 anni sembrano vestiti e truccati come 50enni. Poi, facendo riferimento ai contest canori, non possono pronunciare le parole «sesso»,  «amore» e affini perché è immorale. Gli immorali sono quelli che, di fronte quella telecamera, ce li hanno sbattuti. La tv ridia ai bambini lo spazio che meritano. Il rischio è quello di creare dei mostri. Sperando che non sia già troppo tardi.