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Posts Tagged ‘Scelta Civica – con Monti per l’Italia’

Che affare le elezioni

martedì, febbraio 26th, 2013

Dal Pd alla Lega Nord, passando per i centristi, gli outsider e le mancate dichiarazioni di Pdl e Scelta Civica. Ecco i budget di spesa dei principali partiti in campo il prossimo 24 e 25 febbraio. A fronte di circa 23 milioni di euro utilizzati in totale, il rimborso da parte dello Stato sarà di 91 milioni di euro annui per 5 anni. Totale: 455 milioni di euro

Urna_elettoraleLa spending review ha colpito anche i partiti impegnati nella campagna elettorale. O almeno, leggendo i budget di spesa delle formazioni che si presenteranno alle elezioni del prossimo 24 e 25 febbraio, ci si accorge che rispetto alle precedenti tornate le segreterie hanno messo a dieta i propri candidati. Il Pd spenderà il 27% in meno delle Politiche del 2008, mentre l’Udc stringerà la cinghia e impiegherà addirittura 8 milioni e 300mila euro in meno rispetto alle Europee del 2009. Poi c’è chi punta sull’autofinanziamento(Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle, Fare per fermare il declino), chi – a sorpresa – fa sapere che «il consuntivo delle spese sarà rilasciato alla fine della campagna elettorale» (è il caso della lista “Scelta civica” di Mario Monti) e infine chi ha deciso di non rilasciare dichiarazioni in merito (il Pdl). Niente paura, comunque: dopo la tornata elettorale le casse dei partiti torneranno a rimpinguarsi. Ilmotivo? I “soliti” rimborsi elettorali. Malgrado la legge di riforma datata 6 luglio 2012, che ha ridotto i contributi pubblici a 91milioni di euro annui (63.700.000 euro come rimborso spese per le consultazioni e quale contributo per l’attività politica, più 27.300.000 euro a titolo di cofinanziamento, dice il provvedimento), per i partiti le elezioni restano un grande affare. Nell’arco della prossima Legislatura, infatti, la cifra complessiva stanziata dallo Stato sarà pari a 455milioni, alla luce di una stima di spesa di circa 23milioni di euro (a riferimento sono state prese le dodici principali forze in campo).

IL CENTROSINISTRA - Sei milioni e mezzo di euro. È questo il budget di spesa del Partito democratico per le Politiche. Trovare gli stanziamenti di Largo del Nazareno per la campagna elettorale non è stato difficile. Sul proprio sito Internet, infatti, il Pd ha predisposto un’apposita sezione (“Trasparenza 2012”) in cui ha diviso, voce per voce, tutte le uscite. Quasi i due terzi del budget a disposizione (4.600.000 euro) verranno impiegati per la comunicazione e saranno così suddivisi: 2milioni per le affissioni e altrettanti per il “Piano media” (Tv, radio, giornali e web); 300mila euro per la produzione di materiale fotografico e 300mila euro per altre spese di comunicazione; 500mila euro per manifestazioni ed eventi; 900mila euro permailing elettorali e infine 500mila euro per “altre spese”. «Il budget è in forte riduzione rispetto a quanto speso nelle elezioni precedenti», fanno sapere i democratici nella nota riassuntiva pubblicata sul portale. Se messo a confronto con le Politiche del 2008 l’importo è stato tagliato del 27%(allora vennero spesi 8.866.259 euro), mentre rispetto alle Europee del 2009 e alle Regionali del 2010 la riduzione è stata, rispettivamente, del 53% (13.942.883 euro) e del 31% (9.354.713 euro). Passiamo alle altre tre principali forze che compongono la coalizione di centrosinistra: Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola, il Partito Socialista Italiano di Riccardo Nencini e il Centro Democratico diMassimo Donadi e Bruno Tabacci. Nel primo caso, a parlare a Il Punto delle spese sostenute dal partito per la campagna elettorale, è il tesoriere di Sel, Sergio Boccadutri. I 450mila euro previsti inizialmente «sono già stati spesi», dice. «Abbiamo portato avanti una campagna elettorale che ha riguardato alcune voci», come «la produzione di uno spot audio e uno video inhouse, a cui si è aggiunta una spesa di posizionamento prima dei trenta giorni del silenzio elettorale e la stampa di duemila copie di un giornalino di 8 pagine che è in distribuzione in tutta Italia e al cui interno ci sono sia il programma che i nomi dei candidati – per ogni area è stata realizzata una personalizzazione sulla base delle liste regionali – più una lettera di Vendola». Poi, conclude Boccadutri, «sono stati prodotti quattro manifesti che sono stati distribuiti in 300mila copie sul territorio ed è stata messa online la nuova versione del sito Internet di Sel, nel quale abbiamo caricato alcuni materiali che possono essere scaricati e utilizzati direttamente dalle strutture presenti sul territorio ». Poi c’è il Psi. Quanto messo sul piatto per le Politiche Nencini lo ha scritto in una nota pubblicata su www.partitosocialista. it in risposta al giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo, che in un articolo uscito sul quotidiano di via Solferino chiedeva trasparenza riguardo le spese sostenute dai partiti per le elezioni. «Abbiamo già indicato il nostro budget – fa sapere il segretario socialista – spenderemo 170mila euro» che arrivano «in parte da contributi dei candidati e in parte da fondi stanziati dal nostro bilancio». Inoltre, dice Nencini, «abbiamo aperto una sottoscrizione straordinaria rivolta a tutti i cittadini che vorranno dare il loro contributo alla nostra campagna elettorale. Una volta terminata, subito dopo le elezioni politiche, mi impegno a rendere noti gli importi». Infine c’è la formazione di Donadi e Tabacci. «Il nostro è un budget minimo: stiamo affrontando le spese necessarie a sostenere una campagna elettorale “dignitosa”», spiega Gregorio Donnarumma, segretario amministrativo e tesoriere nazionale di Centro Democratico. «Nei prossimi giorni – prosegue contattato da Il Punto – renderemo noti i dati, che saranno pubblicati in rete».

IL CENTRODESTRA - Mistero, invece, su quanto speso dal Pdl. Da via dell’Umiltà, dopo giorni di richieste, ci hanno risposto che «nessuno è autorizzato a rilasciare dichiarazioni di questo tipo». Cercando sul sito Internet del Popolo della Libertà e su forzasilvio.it (il network ufficiale di Berlusconi) non ci sono notizie in merito al budget per le Politiche. In rete sono reperibili alcune dichiarazioni di Ignazio Abrignani, responsabile del settore elettorale, secondo cui «il budget sarà ridottissimo», praticamente «pari allo zero». Prendiamo nota, anche se rimane difficile pensare che un partito strutturato come il Pdl, che ha ricevuto 206.518.945 euro di rimborso per le Politiche del 2008, non voglia fornire risposte a riguardo e che – come rivelato a Il Punto da una fonte interna al partito – «in alcune Regioni sono state addirittura riutilizzate le bandiere fatte realizzare cinque anni fa». Poi c’è la Lega Nord. Il budget di spesa per le elezioni il nuovo tesoriere, Stefano Stefani, lo ha reso noto poche settimane fa in un colloquio con la Repubblica. Il Carroccio spenderà 5 milioni di euro, cifra comprensiva delle spese che saranno sostenute sia per le Politiche che per le Regionali. Abbiamo provato a contattare il successore di Francesco Belsito per capire le cifre spese “solo” per la corsa aMontecitorio e PalazzoMadama, ma dal suo entourage ci hanno comunicato che Stefani «non vuole aggiungere nulla a quanto ha già dichiarato». Buona parte delle spese, circa un milione e 600mila euro, saranno impiegati solo per la Lombardia, mentre al Veneto saranno “devoluti” 840mila euro e al Piemonte 354mila. Cifre più contenute quelle messe in campo da La Destra di Francesco Storace. Il partito dell’ex ministro della Sanità spenderà un milione e 600mila euro che serviranno, spiega a Il Punto il tesoriere, Livio Proietti, «per la propaganda statistica, dinamica e per i media, compreso Internet ». A questa cifra, dice Proietti, «vanno aggiunti 200mila euro per manifesti e affissioni. L’importo al momento è stato coperto con i contributi dei candidati capilista, con le sottoscrizioni dei simpatizzanti e con la cessione dei futuri contributi elettorali». Fratelli d’Italia, il neonato partito capitanato da Guido Crosetto, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, punta invece sull’autofinanziamento. Ogni candidato è chiamato a donare un contributo volontario (la rendicontazione arriverà dopo le elezioni) mentre i capilista nelle varie Regioni sono tenuti a versare una cifra minima di 50mila euro. Sul sito Internet del gruppo è poi possibile effettuare donazioni con carta di credito.

L’ARMATA MONTIANA - Una campagna all’insegna della riduzione dei costi è quella portata avanti anche dall’Udc di Pier Ferdinando Casini. Come per il Pd, anche i centristi hanno dedicato una pagina del proprio sito Internet alla “trasparenza”. L’ex presidente della Camera e la sua formazione hanno un budget di spesa di 3 milioni e 200mila euro, cioè 8 milioni e 300mila euro in meno rispetto alle Europee del 2009 e 3 milioni e 300mila euro inmeno delle Regionali del 2010. Il «media mix», come lo hanno definito i centristi, è così distribuito: 200mila euro per grafica e eventi; 708.307 euro per le affissioni; 522.966 per la Tv; 621.847 euro per la radio; 162mila euro per la stampa; 200mila euro per il web e infine 616.627 euro per le affissioni su bus e mezzi pubblici. Dell’armata montiana fa parte anche Futuro e Libertà per l’Italia di Gianfranco Fini. Anche in questo caso, a spiegarci qualcosa in più sul denaro speso per le Politiche 2013, è il tesoriere del partito, Luigi Muro. «È notorio che il nostro partito, non avendo finanziamento pubblico in quanto è nato dopo le elezioni, è andato avanti con contribuzioni private e in particolare con i contributi dei parlamentari. Circa una anno fa decidemmo di tassare di 50mila euro ogni parlamentare, qualcuno fece un apposito mutuo», afferma Muro, il quale specifica che «con quella somma ricavata si è “sopravvissuti” e in prossimità delle elezioni i candidati,mi riferisco a quelli che hanno posizioni migliori, hanno ulteriormente versato dei contributi per un ammontare complessivo di circa 150/180mila euro». Soldi che sono serviti «per stampare un manifesto unico che abbiamo inviato ai coordinamenti regionali e poi credo che ogni candidato localmente abbia ulteriormente impegnato risorse proprie per piccole manifestazioni locali», conclude il tesoriere di Fli. La terza e ultima forza che compone il centro è proprio la lista “Scelta civica – con Monti per l’Italia”. Abbiamo cercato a più riprese di sapere la somma a disposizione del presidente del Consiglio uscente e dei suoi candidati, finché lunedì mattina una e-mail ci ha informati che «prima della fine della campagna elettorale non sarà rilasciato il preventivo delle spese sostenute da Scelta Civica. Il consuntivo delle spese sarà rilasciato alla fine della campagna elettorale ».

GLI OUTSIDER - Per concludere ci sono quelli che sono indicati come gli “outsider” di questa campagna elettorale: Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, Fare per fermare il declino di Oscar Giannino e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Partiamo proprio dalla formazione del comico genovese che, non essendomai stata in Parlamento e non potendo quindi contare su alcuna forma di finanziamento o rimborso elettorale (uno dei punti clou del programma dei “grillini”, che ne chiedono l’abolizione e che, per bocca del leader politico, hanno fatto sapere che rifiuteranno i rimborsi stessi), ha puntato sull’autofinanziamento. Sul sito delMovimento si possono effettuare donazioni spontanee: «L’obiettivo – scrive Grillo – è raccogliere un milione di euro. Ogni spesa sarà documentata e l’eventuale residuo sarà destinato al conto corrente per i terremotati dell’Emilia». Le cifre donate, è specificato ancora sul portale del 5 stelle, «verranno utilizzate per pagare le spese legali, per la promozione del M5S nel periodo pre-elettorale, per la tournée non-stop che partirà subito dopo la Befana fino alle elezioni per tutta Italia, per organizzare eventi nazionali e per fornire ogni supporto online agli attivisti».Mentre andiamo in stampa la cifra raccolta è pari a 477.263 euro, raggiunta grazie a 10.925 donazioni (una media di circa 44 euro cadauna). Quella dell’autofinanziamento è la formula utilizzata anche dal partito del noto giornalista economico Oscar Giannino. Su www.fermareildeclino.it un apposito grafico informa gli internauti che il budget previsto per la campagna elettorale è di 2.082.356 euro: all’appello mancano ancora 728.824 euro (è stato finora raggiunto il 65% di copertura). Il 10%del denaro raccolto fino a questomomento arriva dai tesseramenti, il 55%dalle donazioni. «La quasi totalità della cifra, pari al 95%– dichiara a Il Punto il tesoriere del movimento, Lorenzo Gerosa – viene impiegata per la campagna elettorale. Una prima fase è stata dedicata alla conoscenza del brand, con delle affissioni in tutta Italia; a ciò hanno fatto seguito una serie di eventi su tutto il territorio nazionale e una seconda fase di affissioni. Per l’ultimo periodo faremo delle “vele” (la pubblicità sui mezzi pubblici, ndr) e andremo avanti potenziando la parte web, su cui siamo già presenti». Il resto delle risorse è dedicato alle spese per sondaggi (3%), personale (1%) e Ict (tecnologie di informazione e comunicazione, 1%). Gerosa ci tiene a precisare che «la grandissima parte di quanto abbiamo ricevuto sono microdonazioni. La maggioranza dei nostri 65mila aderenti ha versato somme comprese fra i 20 e i 50 euro. Donazioni sopra i 10mila euro si contano sulle dita di una mano. Il nostro movimento è di proprietà di coloro che hanno deciso di sceglierci, anche nell’ambito del finanziamento». In conclusione del nostro excursus sulle spese elettorali c’è Rivoluzione civile. Il budget di spesa sostenuto dal movimento che racchiude al suo interno Italia dei valori, Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Verdi non è reperibile sul sito Internet di Ingroia&co., dov’è invece possibile «aiutare a fare la Rivoluzione» donando un contributo volontario. Oltre al denaro pervenuto in questo modo, stando alle informazioni fornite a Il Punto dallo staff del magistrato palermitano, Rc ha a disposizione una cifra pari a 2.200.000 euro messi insieme grazie agli stanziamenti dei partiti che lo compongono. Un milione di euro è arrivato da quello di Antonio Di Pietro (che, va ricordato per dovere di cronaca, ha donato l’ultima tranche dei rimborsi elettorali del 2008, pari a 1.700.000 euro, ai terremotati dell’Emilia Romagna), 600mila da quello di Paolo Ferrero, 500mila da quello di Oliviero Diliberto e i restanti 100mila da quello di Angelo Bonelli.

Twitter: @mercantenotizie