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Nomine Agcom, ricorso delle associazioni. Assonime: «Serve maggiore trasparenza» – da “Il Punto” del 7/12/2012

martedì, dicembre 11th, 2012

«I curricula? Sono stati usati come carta da cesso». Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro commentò così, con un’espressione intensa ma significativa, la nomina dei nuovi membri dell’Agcom e del Garante per la protezione dei dati personali. Era lo scorso giugno, sette mesi dopo l’investitura a premier di Mario Monti, che insieme ai suoi ministri “tecnici” avrebbe dovuto portare maggiore sobrietà e imparzialità in Parlamento. Speranza disattesa, perché nulla di nuovo è comparso sotto il sole. Anzi. I partiti hanno continuato imperterriti nella loro lottizzazione spartendosi la torta come se nulla fosse e, in barba alle decine di candidature arrivate da esponenti della società civile, hanno “piazzato” i loro uomini nelle Authorities. E così Antonio Martusciello, ex forzista della prima ora, già sottosegretario all’Ambiente e poi viceministro della Cultura del governo Berlusconi, è finito all’Agcom in quota Pdl (148 voti). Così come Maurizio Dècina, docente al Politecnico di Milano, indicato dal Pd (163 voti). E tanto per non farsi mancare nulla, visto che il presidente dell’Authority lo nomina il primo ministro, Monti ha pensato bene di scegliere Marcello Cardani, che fu suo collaboratore a Bruxelles e che insegna alla Bocconi, l’Università di cui il capo del governo è presidente. Non è sufficiente? E allora al Garante per la privacy il Parlamento ha nominato Augusta Iannini, capo Ufficio legislativo del ministero della Giustizia nonché moglie del giornalista Bruno Vespa, e Antonello Soro, ex capogruppo del Pd alla Camera. Insomma, ce n’è quanto basta per gridare alla “spartitocrazia”. Ovvio che le associazioni che si sono battute affinché le nomine fossero trasparenti abbiano annunciato battaglia. Open Media Coalition, Agorà Digitale, Anso (Associazione nazionale stampa online), Articolo 21, Femi (Federazione dei media digitali indipendenti) e Società Pannunzio hanno fatto ricorso. «A formare oggetto di contestazione – hanno scritto in un comunicato congiunto – non è la competenza o l’esperienza dei singoli membri nominati ma l’idoneità del procedimento adottato dalla Camera e dal Senato per garantire al Paese un’Autorità garante indipendente». «Preso atto di quanto è accaduto, abbiamo fatto ricorso al Tar per chiedere quanto i vizi del procedimento di nomina abbiano inciso sull’assegnazione degli incarichi all’Agcom», spiega a “Il Punto” Guido Scorza, coordinatore della Open Media Coalition. «Il procedimento è partito due settimane fa, noi abbiamo chiesto che le nomine vengano annullate – prosegue Scorza –. L’obiettivo è quello di fissare il principio per il quale la società civile, di fronte alla nomina di una carica pubblica avvenuta su base opinabile, ha un giudice al quale rivolgersi per chiedere che verifichi l’accaduto». In questo contesto, come detto, il governo Monti non ha portato mutamenti significativi. Dice il coordinatore della Open Media Coalition: «Lo si può rimproverare perché sarebbe stato importante che, in quanto esecutivo di transizione, si fosse provveduto a costruire una struttura normativa che portasse tutti, da qui in avanti, a rispettare regole di trasparenza e indipendenza». Sull’argomento in questione è intervenuta anche Assonime, l’Associazione fra le società italiane per azioni. In un recente documento, stilato da un gruppo di lavoro coordinato dall’economista Innocenzo Cipolletta, si sottolinea come «in Italia il quadro giuridico delle autorità indipendenti si è sviluppato in fasi successive senza un disegno unitario e l’esperienza ha evidenziato alcune carenze, ad esempio nei meccanismi di nomina e nel disegno delle competenze». Va dunque assicurato «un orizzonte stabile al processo decisionale, isolandolo dalle oscillazioni connesse al ciclo politico», che favorisca «una maggiore stabilità delle regole per il funzionamento del mercato». Secondo Assonime, «gli attuali meccanismi di nomina appaiono insoddisfacenti dal punto di vista dell’apertura e della trasparenza nella raccolta delle candidature e quindi inidonei a fare emergere le migliori professionalità in ciascun settore dell’attività istituzionale, al servizio del Paese». L’Associazione definisce inoltre «utile» l’istituzione di «una Commissione bicamerale per la concorrenza e i rapporti con le autorità», che assicuri a queste ultime «un interlocutore parlamentare stabile e attento e costituisca il referente parlamentare nel processo di nomina dei componenti, per l’esame del fabbisogno finanziario e per la gestione della spesa». Fra le 15 proposte formalizzate c’è anche quella di «richiedere alle autorità di individuare le priorità dell’azione istituzionale su un orizzonte pluriennale e di enunciarle al Parlamento e all’opinione pubblica». Il tutto con un principio di fondo: «I meccanismi di nomina dei componenti delle autorità devono essere disegnati in modo da assicurare la distanza dalla politica, l’indipendenza sostanziale e la competenza professionale specifica dei componenti». Perché specificarlo, se l’Agcom afferma che «indipendenza e autonomia sono elementi costitutivi che ne caratterizzano l’attività e le deliberazioni»?

Twitter: @mercantenotizie