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2011, un anno in 3.000 battute

venerdì, dicembre 30th, 2011

Stiamo per lasciarci alle spalle anche il 2011. L’anno in cui l’Italia ha festeggiato i 150 anni di Unità – spesso più sulla carta che reale –, ma anche dodici mesi in cui abbiamo assistito a rivoluzioni epocali, in primis quelle che i media hanno etichettato come “Primavera araba” (l’ultimo baluardo resta la Siria di Assad). Il 2011 ha visto cadere despoti e dittatori storici: da Mubarak a Gheddafi, senza dimenticare la morte di Osama Bin Laden – leader del movimento terroristico saudita Al Qaeda – per mano statunitense.

Proprio gli americani, declassati per la prima volta nella loro storia dall’agenzia di rating Standard&Poor’s. E’ stata l’economia, anche quest’anno, a farla da padrona, e in Italia lo sappiamo bene: 5 manovre, un cambio di Governo, lo spread che sale e scende e un futuro che, se con Monti appariva all’inizio tutto rose e fiori, sembra ora in chiaroscuro. In mezzo ci sono stati la condanna a 24 anni per Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, uccisa a Via Poma nel 1990, e l’assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per il delitto Kercher a Perugia; il ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio, la giovane scomparsa a Brembate (Be) il 26 novembre 2010; la morte di Melania Rea, la 29enne trovata senza vita in un bosco nei pressi di Teramo; gli sbarchi a Lampedusa e i morti in mare; la strage di Utoya (Norvegia), dove Anders Behring Breivik uccide a sangue freddo oltre 70 persone – la maggior parte erano giovani del laburisti –.

Ma il 2011 è stato anche, e soprattutto, l’anno del terribile terremoto in Giappone: 8,9 gradi della scala Richter, centinaia di morti e migliaia di dispersi, più il pericolo radioattivo dovuto al danneggiamento della centrale di Fukushima. E poi: le nozze reali di William e Kate da una parte e quelle di Alberto di Monaco e Charlene dall’altra, e pure la vittoria dei “Sì” ai referendum del 12 e 13 giugno per cancellare le norme su acqua e legittimo impedimento e fermare il nucleare, anticipata dalla sconfitta storica del centrodestra a Milano, con la «rivoluzione arancione» di Pisapia. Non vanno dimenticate le alluvioni che, negli ultimi mesi dell’anno, hanno sconvolto l’Italia: ad ottobre il Levante ligure e la Lunigiana – 12 morti –, poi a novembre è toccato a Genova e a Messina (e zone limitrofe) fare i conti con la pioggia e il fango. Muoiono diverse persone, e scoppiano le immancabili polemiche.

Un anno in cui abbiamo pianto personaggi noti e meno noti, a cominciare da Steve Jobs, “papà” di Apple, che a marzo era tornato sulle scene per il lancio dell’iPad 2 e che ad ottobre ci ha lasciati, dopo una lunga malattia. Ottobre è anche il mese in cui il mondo della Moto Gp ha dato il triste addio a Marco Simoncelli, morto dopo un terribile incidente a Sepang (Malesia) a soli 24 anni. E poi la francese Maria Schneider, scolpita nella memoria per il suo ruolo in “Ultimo tango a Parigi”, Liz Taylor – che ha portato con sé 2 Oscar e 7 mariti –, Wouter Weylandt, il ciclista belga morto durante il Giro d’Italia, Amy Winehouse e Sergio Bonelli, editore di “Tex Willer” e “Dylan Dog”. Venerdì 15 aprile, a Gaza, viene ucciso Vittorio Arrigoni, volontario italiano, per mano di un gruppo islamico salafita.

Infine: la nomina di Mario Draghi alla Bce, lo scandalo che ha coinvolto l’ex direttore del Fondo Monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn, l’affaire P4 e un nuovo – l’ennesimo – filone del calcioscommesse, l’oro della Pellegrini nei 400 stile libero e nei 200 a Shangai, il diciottesimo scudetto del Milan, la liberazione del militare israeliano Gilad Shalit dopo cinque anni di prigionia e la Spagna che cambia volto, con l’elezione del leader del Partido Popular Mariano Rajoy alle elezioni politiche.

Buon 2012 a tutti.