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Sono un lettore del “Corriere della Sera”, e voglio che domani il mio giornale sia in edicola

lunedì, settembre 5th, 2011

Domani, martedì 6 settembre 2011, avverrà qualcosa a cui difficilmente abbiamo già assistito. Un quotidiano, anzi il quotidiano più importante ed autorevole del panorama giornalistico italiano, non sarà in edicola. Per volontà diretta del segretario generale della Cigl, Susanna Camusso, il Corriere della Sera (ma anche la Gazzetta dello Sport, altro quotidiano del gruppo RCS) non verrà stampato. In prima persona, il numero uno di Corso d’Italia ha fatto in modo che i poligrafici iscritti al suo sindacato incrociassero le braccia (domani, lo ricordiamo, c’è lo sciopero indetto dalla Confederazione Generale Italiana del Lavoro per protestare contro la manovra del Governo), provocando la reazione sdegnata di Ferruccio De Bortoli. Il direttore del Corriere, con un fondo pubblicato questa mattina sul quotidiano, ha spiegato ai lettori i motivi per cui domani non potranno sfogliare il giornale (http://www.corriere.it/economia/11_settembre_05/de-bortoli-sciopero-generale-commento-camusso_cdd55aea-d77b-11e0-af53-ed2d7e3d9e5d.shtml).

Un fatto grave, che lascia amarreggiati soprattutto perchè dalla bocca di sindacalisti ed esponenti dell’intellighenzia di sinistra arrivano spesso – e a volte senza giusta causa – proclami a favore della tanto decantata libertà di stampa. Per carità, scioperare è un diritto sancito dalla nostra Costituzione (art. 40), ma è altrettanto giusto poter fruire del proprio organo di stampa senza che un leader sindacale intervenga direttamente in situazioni di questo genere. E in questa occasione pare sinceramente essere di fronte ad un capriccio della Camusso. Il Corriere della Sera è un quotidiano nazionale, scevro da interessi di parte o in mano a qualsivoglia partito politico. Per carità, in passato ha appoggiato indirettamente questa o quella parte politica. Ma va ricordato come nessun giornale, neanche in quel tanto decantato “paradiso” anglosassone, sia privo di interessi. I giornalisti sono, prima di tutto, cittadini ed elettori, ed hanno una loro posizione. Che può essere consona o meno alla linea editoriale del giornale per cui scrivono, poi è la loro professionalità che fa il resto. Criticare è, dunque, un loro sacrosanto diritto. Senza offendere, per carità, e questo il Corriere non lo ha fatto. Se ha espresso posizioni critiche nei confronti della Cgil, in questi giorni, non ha sbagliato, perchè è quello che la stampa deve fare. E se non lo facesse ci lamenteremmo del contrario.

Domani verrà messo un bavaglio all’informazione. Un bavaglio vero, perchè se la legge sulle intercettazioni è ancora in fase embrionale e le telefonate possono ancora essere ascoltate e pubblicate, il fatto che domani il quotidiano di Via Solferino non esca è certo al cento per cento. Nel corso del pomeriggio, su Facebook, sono nate due pagine per “protestare” contro quanto accadrà domani. A margine di questo articolo troverete gli indirizzi: iscritevi numerosi, mi raccomando.

In conclusione vorrei far notare come nessun esponente di quella che prima ho definito “intellighenzia di sinistra” abbia espresso il suo punto di vista. Quando Michele Santoro vedeva minato il suo programma, quell’”Annozero” che sembra più “La Corrida” che un talk show politico, la mobilitazione è stata generale. Parafrasando le parole pronunciate dall’ormai ex istrione di Viale Mazzini, dico: “Sono un lettore del Corriere della Sera, e voglio che domani il mio giornale sia in edicola“.

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