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Posts Tagged ‘Lega Nord’

Feltri, Borghezio e l’idiozia delle loro parole

martedì, luglio 26th, 2011

Il tanto decantato Articolo 21 della nostra Costituzione sancisce la libertà di espressione del pensiero. Ognuno può dire ciò che vuole, dunque, senza ledere il buon costume. Se negli ultimi due giorni questo non è stato leso, o peggio calpestato, è solo perchè a fare notizia sono due personaggi che grazie alle provocazioni e alle sparate hanno costruito la loro immagine: Vittorio Feltri e Mario Borghezio.

Lunedì 25 luglio, in un fondo pubblicato a pagina 3 de “Il Giornale” (http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=12GIET), Feltri ha etichettato i giovani partecipanti al congresso del partito Laburista come “Incapaci di reagire” perchè, a detta sua, Breivik era uno e loro 500, e quindi si sarebbero potuti difendere evitando la strage. Avrebbero dovuto fare come gli animali, che pensano prima al branco e poi al singolo, ma così non è stato. Se ci fossimo trovati a parlare di una situazione diversa, il discorso dell’esperto giornalista sarebbe stato pienamente condivisibile. Qui, però, la vicenda è un’altra: uno squilibrato che spara all’impazzata sulla folla, senza un obiettivo specifico, ma per uccidere il più possibile (alla fine sono morte più di 70 persone). Non ti tratta di egoismo o di egotismo, come dice lui, ma di attimi in cui la razionalità va a farsi benedire. Anche il direttore di Libero Maurizio Belpietro, in quel mai chiarito “agguato” subito lo scorso anno, fuggì rifugiandosi dentro casa, lasciando sola la sua guardia del corpo in balia del presunto aggressore. Chissà se anche a lui Feltri ha parlato di egoismo ed egotismo per essere fuggito, in difesa della propria incolumità.

L’altro personaggio al centro delle cronache è Mario Borghezio, straconosciuto eurodeputato leghista, al centro delle cronache per le continue boutade a cui ci ha abituati. Quella di martedì 26 luglio ha fatto più notizia delle altre, perchè l’esponente del Carroccio ha dichiarato, intervendo a “La Zanzara” su Radio24: “Il “no” alla società multirazziale, la critica dura alla viltà di un’Europa che pare rassegnata all’invasione islamica e financo la necessità di una risposta identitaria e cristiana di tipo templare al dilagare delle ideologie mondialiste, sono ormai patrimonio comune degli europei, fra cui il sottoscritto“. Tradotto: le idee del mostro di Oslo non sono poi così male.

Nel pomeriggio, intervenendo a Radio Ies, Borghezio ha rincarato la dose: “Ho avuto come l’impressione che questa strage sia servita a qualcosa. Io non penso che lo squilibrato abbia agito con queste finalità, ma chiediamoci: come è possibile che uno così noto alla autorità possa girare in questo modo? Io in Europa rappresento la Padania, non l’Italia – continua l’europarlamentare -. Sono secessionista, sono sempre stato votato solo da padani e in liste padane. Mi sento padano, ma ho la carta d’identità italiana e sono rispettoso delle leggi della Repubblica italiana. Io sono contro quelli che magnano a Roma. Io a Roma ce magno molto poco perchè ci vado poco e malvolentieri. Ma tanta gente di Roma mi chiede di creare sezioni padane nella Capitale! Io non odio i romani, che sono bravissima gente, odio la politica romana!“, conclude.

Non voglio aggiungere alcun commento all’idiozia delle loro parole.

L’ultima bizzarria del Carroccio: le sigarette leghiste

giovedì, luglio 21st, 2011

Vi assicuro che quando ho letto questa notizia, soprattutto in un periodo di forte tensione politica e sociale come questo, sono caduto dalle nuvole. Va bene il marketing, ok l’innovazione, ma addirittura produrre le sigarette leghiste è troppo, anche per coloro che sono di larghissime vedute.

Si chiamano “Terre del Nord – Padania“, e il nome non poteva che essere quello. Con una specifica, posta sul retro della confezione: “Dalla selezione dei migliori tabacchi della Val Padana rinasce il gusto unico e inconfondibile delle Terre del Nord“. Roba da leghisti, perchè non è la prima volta che notizie bizzarre come queste salgono agli “onori” delle cronache. Nel 1997, prima del celebre vertice di Pontida, il Carroccio annunciò che al raduno i militanti avrebbero potuto comprare bibite e panini pagando solo ed esclusivamente con gli scudi padani, banconote verdi con l’immagine del leader maximo Umberto Bossi, emesse dalla Banca della Padania Indipendente. Addirittura cinque anni prima, nel 1992, il senatore Francesco Tabladini inventò la “Lega“, la nuova moneta che venne fatta coniare per essere venduta alla festa del partito a Brescia (la stessa riportava su una facciata l’effigie di Alberto da Giussano con scudo e spada sguainata e sullo sfondo la Regione Lombardia. Il tutto contornato dalla scritta: “Repubblica del nord, Lombardia libera“).

Tornando alle sigarette, invece, pare che durante l’ultima Pontida ne siano stati vendute diversi pacchetti, come testimoniato dal presidente della Federazione tabaccai di Bergamo Luca Mangili, che anticipa la possibilità che il prodotto sia esportato anche nelle altre regioni della penisola. La regolarizzazione delle sigarette è giunta direttamente dal Ministero dell’Economia, lo scorso 12 aprile, su richiesta della “Terre del Nord srl“. Non manca proprio nulla, c’è anche la scritta: “Il fumo uccide“. Chissà se il Senatur, noto fumatore di sigari, farà produrre a breve anche questi ultimi. Farebbero concorrenza ai cubani, dando magari vita ad una nuova tipologia di prodotto: i padani.

Lega Nord, tutto pronto per Pontida

sabato, giugno 18th, 2011

Fra il pollice verso di Bossi, e il volto tirato di Maroni, il popolo della Lega Nord si radunerà domani a Pontida. Un periodo difficile per le migliaia di camicie verdi, che vedono il loro partito sempre più schiacciato da un alleato inconcludente e, agli occhi dell’opinione pubblica, ormai screditato.

Parlerà solo Bossi, e questa è già una notizia. Come a dire: le voci dei dissidenti presenti all’interno del partito (vedi governatore del Veneto Zaia, che ha votato 4 “Sì” ai referendum) non devono gettare altra benzina su un fuoco già ben acceso. Molto probabilmente si consumerà uno strappo con l’alleato di sempre, quel Berlusconi che fino a ieri si professava tranquillo ma che, in cuor suo, sa già di avere i giorni contati. Se Calderoli ha parlato di “sberle” (riferendosi alle due sconfitte subite alle amministrative e ai referendum), Bossi e Maroni sono molto più delusi dal mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati con il Pdl nel 2008. I 7 punti del programma di governo sono rimasti solo ed esclusivamente sulla carta: niente federalismo, quindi, niente aiuto alle famiglie e ai giovani, niente riforma fiscale e niente aiuti per il Sud (questo forse ai leghisti interessa meno). Niente di niente. Ecco quindi che l’elettorato dei lumbard mugugna e, appena ne ha il modo, fa capire alla nomenclatura la sua stanchezza. Se ai referendum è andato a votare il 20%  dei sostenitori del Popolo della Libertà, i leghisti accorsi alle urne hanno toccato quota 50% (uno su due), dato che avrà fatto sobbalzare sulla sedia Bossi, il quale aveva invitato tutti a rimanere a casa. Non dimentichiamoci poi la perdita di Milano, dopo diciotto anni di governo di centro-destra, vista la vittoria di Pisapia alle amministrative.

La Lega chiede riforme, un taglio netto per le spese delle missioni in cui i nostri soldati sono impegnati (specialmente quella in Libia), più “cattiveria” sulla questione sbarchi clandestini, e il federalismo. Ma siamo fuori tempo massimo, come già ampiamente sottolineato da alcuni illustri analisti. In tre anni di governo si poteva (e si doveva) fare molto, ma non si è fatto praticamente nulla. Tremonti potrebbe essere la soluzione per un governo tecnico utile a fare la riforma fiscale e cambiare la legge elettorale, ma gli attriti con Maroni delle ultime settimane fanno pensare che anche l’inquilino di Via XX Settembre sia arrivato ai ferri corti con l’establishment leghista. Cisl e Uil hanno avvisato il Governo (“Giù le tasse, oppure si va al voto“), mente l’agenzia Moody’s ha fatto sapere che potrebbe tagliare il rating ai titoli di Stato. Domani, dalle parole di Bossi, ne sapremo sicuramente di più. E chissà che stavolta la sberla, quella vera, non la dia proprio l’”amico” Umberto a Silvio in persona.

Predicare bene e razzolare male

martedì, maggio 3rd, 2011

Predicare bene e razzolare male. Un vecchio detto che calza a pennello alla Lega Nord e a Matteo Salvini. Il perchè è presto detto: in vista delle prossime elezioni il Carroccio ha fatto dello sgombero dei campi nomadi uno dei suoi cavalli di battaglia, tanto da portare già alla chiusura di quello di Via Triboniano. Poi ci sono i manifesti, con quel “foeura di ball” tanto caro a Umberto Bossi.

Ma in un video registrato a sua insaputa, Matteo Salvini scivola e dice tutto e il contrario di tutto, in particolare in merito alla questione del campo di transito di via Idro che si vuole attuare e finanziare con 5 milioni di euro. “Ci saranno altri due o tre campi in altri quartieri – afferma Salvini, che poi prosegue – Se in via Idro so che in ogni caso i rom rimangono, non vado lì a fare la campagna“. Interpellato a riguardo, l’europarlamentare leghista si è difeso dicendo: “È vero che in via Idro ci sarà un’area di transito per i nomadi, come da piano Maroni. Sarà un’area recintata, sorvegliata anche con telecamere, a pagamento, e non saranno ammessi i pregiudicati. Se fossi un residente di via Idro sarei ben contento del cambiamento”.

Secca è arrivata però la replica dell’opposizione, che per bocca di Raffaella Piccinni (ex Lega, ora nell’Idv) afferma: “La Lega evidentemente ha due programmi: la linea dura che sbandiera in campagna elettorale, e un programma occulto che prevede la costruzione di campi nomadi che definiscono “di transito”, ma che hanno le sembianze di un ghetto”.

Per un pugno di voti, però, si è disposti a tutto. Anche a questo.