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Posts Tagged ‘costi della politica’

Risparmi possibili, Camera e Senato provano a razionalizzare: dal ruolo unico degli eletti all’unificazione dei servizi

giovedì, febbraio 11th, 2016

Ilfattoquotidiano.it è entrato in possesso di un documento dei collegi dei questori. Dove sono elencati gli interventi possibili. A cominciare dallo status dei parlamentari per superare le differenze di trattamento tra deputati e senatori. Malan (Forza Italia): “Effetti solo sulle situazioni in essere, nessuna estensione delle indennità ai futuri inquilini di Palazzo Madama dopo la riforma costituzionale”. Si punta all’integrazione anche dei settori informatico, tecnico-immobiliare e sanitario. Nuove regole per la redazione dei bilanci e un solo polo bibliotecario

grasso-boldrini675Parola d’ordine: razionalizzazione. Ovvero risparmiare accorpando i servizi fotocopia per ritoccare al ribasso i relativi costi. Se fosse un’azienda privata non ci sarebbe nulla di strano. Soprattutto in tempo di crisi economica. Ma trattandosi di Camera Senato il discorso è molto più delicato. Certo, l’effetto sarà una sorta di spending review. Ma in ballo, tornando al paragone con il privato, sembra di trovarsi davanti a un vero e proprio piano di ristrutturazione industriale. Messo nero su bianco in due documenti redatti dai collegi dei Questori di entrambi i rami del Parlamento, che ilfattoquotidiano.it ha potuto visionare e che di qui ai prossimi mesi dovrebbero tradursi in atti concreti. Anche alla luce della riforma costituzionale ormai prossima all’approvazione finale delle Aule (ma con l’incognita del referendum). In tema di risorse, tuttavia, la coperta è corta. E se anche nel 2016 proseguirà il trend del contenimento dei costi, il margine si sta progressivamente riducendo. Non a caso, quest’anno, bilanci alla mano, la Camera riuscirà a tagliare le spese solo dello 0,93% mentre al Senato la cura dimagrante produrrà un calo dello 0,09%. Un segnale positivo, certo. Ma si può fare di più. Per questo i Questori hanno predisposto una lista di “settori da integrare e unificare”. Quello amministrativo, per esempio. Ma anche l’informatico, il tecnico-immobiliare e dei servizi sanitari.

TUTTI PER UNO – In testa alla lista c’è però un punto che ruota intorno agli inquilini di Montecitorio e Palazzo Madama. “Con riferimento allo Status dei parlamentari occorre procedere all’armonizzazione delle discipline vigenti presso i due rami del Parlamento – chiarisce il documento recentemente approvato dal consiglio di presidenza del Senato –, circa le competenze spettanti ai deputati e senatori, in carica e cessati dal mandato, nonché ai loro aventi diritto, anche alla luce delle prospettive della riforma costituzionale in itinere”. Un punto che ha finito per alimentare il sospetto che nel documento dei Questori si nasconda in realtà un espediente per estendere anche ai futuri senatori – che in base alla riforma dovrebbero svolgere il mandato gratuitamente percependo unicamente l’indennità corrisposta dai rispettivi consigli regionali di provenienza – gli emolumenti previsti per quelli in carica. “Un equivoco”, assicura il senatore questore Lucio Malan di Forza Italia. “L’armonizzazione si riferisce esclusivamente ai trattamenti in essere e non a quelli futuri – chiarisce –. Con la creazione di un ruolo unico dei parlamentari si supereranno le discrasie di trattamento tra deputati e senatori e non si produrrà alcun effetto sui futuri inquilini di Palazzo Madama qualora la riforma superasse la prova del referendum”. Semmai, il problema si porrà per gli ex senatori. “Perché sarebbe paradossale un Senato di senatori non pagati che, però, paga i vitalizi agli ex”, fa notare ancora Malan.

SERVIZI IN COMUNE – Ma le novità non finiscono qui. “Nell’ambito delle attività amministrative, particolare rilievo va poi dato al settore delle gare e contratti – si legge ancora nel documento –. Lo schema prevede che le Amministrazioni procedano periodicamente ad una verifica dei fabbisogni comuni per i quali sia possibile svolgere congiuntamente le procedure di selezione del contraente. Effettuate tali verifiche si potranno definire in comune i capitolati delle gare che, una volta deliberate da entrambi i Collegi dei Questori, potranno essere condotte da un’unica amministrazione, di volta in volta individuata, con funzione di centrale unica di committenza”. Il documento impegna le amministrazioni di Camera e Senato “a procedere congiuntamente” ad una ricognizione per “individuare concretamente le procedure di gara che potranno essere svolte in comune nel corso dei prossimi due anni”. E “a sottoporne gli esiti ai collegi dei Questori entro il 31 marzo 2016”. Lo stesso discorso va fatto anche per quanto riguarda il settore informatico. L’obiettivo è quello di “pervenire alla istituzioni di un Polo informatico parlamentare volto ad ottimizzare l’utilizzo delle risorse professionali e tecnologiche disponibili, a rendere omogenei i servizi offerti e a rafforzare i processi di innovazione”. Nella lista delle armonizzazioni c’è anche l’unificazione dei servizi sanitari. “Si tratta di una prospettiva sulla quale i due collegi hanno già concordato in un’ottica di contenimento dei costi,  l’ottimizzazione delle procedure e di miglioramento dei servizi offerti agli utenti (parlamentari e personale), con la specificazione che a tale unificazione si potrà procedere adottando presso entrambi i rami del Parlamento un medesimo modello organizzativo, che faccia leva anche su un rapporto convenzionale con un soggetto esterno, comunque individuato attraverso un’apposita procedura ad evidenza pubblica”.

BIBLIOTECA BICAMERALE – Che dire, poi, del settore tecnico-immobiliare? Anche in questo caso, “si procederà all’individuazione di spazi che, in aggiunta a quelli già utilizzati a tal fine (come avviene con il Palazzo del Seminario per le Commissioni bicamerali), potranno essere messi a disposizione per lo svolgimento di attività e servizi comuni, o che potranno comunque consentire una razionalizzazione logistica nella prospettiva della riforma costituzionale in itinere”. Il tutto attraverso una “armonizzazione delle regole di contabilità e di redazione dei due bilanci”. Ma i processi di integrazione riguarderanno anche il settore della documentazione e ricerca. Con particolare riferimento al Polo bibliotecario che “appare suscettibile di un’ulteriore evoluzione”. Il punto di approdo finale “potrà essere l’istituzione della Biblioteca del Parlamento. Un analogo processo di gestione unificata – inoltre – dovrà riguardare gli archivi storici delle due Camere”. Nel settore delle Commissioni bicamerali e di inchiesta, infine, “sono già oggi in atto forme di collaborazione tra le due Amministrazioni che potranno essere estese a tutti gli organi bicamerali. Forme ulteriori di collaborazione, nella prospettiva di incrementare il livello già esistente di coordinamento, dovranno interessare anche il supporto delle attività di segreteria delle delegazioni parlamentari presso le Assemblee internazionali”. Tutto ciò in tempi rapidi, con “i vertici delle due Amministrazioni che riferiranno ai competenti organi di direzione politica sull’andamento di tali processi”.

(Articolo scritto con Antonio Pitoni il 10 febbraio 2016 per ilfattoquotidiano.it)

Punto per punto, ecco la manovra economica del Governo

sabato, agosto 13th, 2011

Quarantacinque miliardi e mezzo di euro ripartiti in due anni: 20 miliardi nel 2012 e i restanti 25,5 nel 2013. A tanto ammonta il peso della manovra che il Consiglio dei Ministri ha varato all’unanimità nella serata di venerdì 12 luglio per arrivare al pareggio di bilancio entro il 2013, come chiesto dalla Banca Centrale Europea. Un provvedimento «lacrime e sangue», ricco di “tagli”: dai costi della politica (finalmente) alla cancellazione delle provincie con meno di 30.000 abitanti, passando per la tassazione per i redditi oltre i 90 e 150.000 euro (rispettivamente del 5 e 10%) e l’accorpamento di 1.970 piccoli comuni. Vediamo in dettaglio tutti i contenuti del decreto legge messo nero su bianco dall’Esecutivo.

CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ – Nella conferenza stampa che ha tenuto insieme a Tremonti appena concluso il Cdm straordinario per il varo della manovra, Berlusconi ha detto: «Il mio cuore gronda sangue. Il vanto mio e del Governo era quello di non aver mai messo le mani nelle tasche degli italiani. La situazione internazionale, però, è cambiata. Siamo addolorati ma soddisfatti». E allora ecco il primo provvedimento: il cosiddetto “contributo di solidarietà”. In sostanza si tratta di una ritenuta, che il datore di lavoro verserà allo stato dopo averla trattenuta dagli stipendi dei lavoratori che superano i 90 e 150 mila euro annui, e che sarà rispettivamente del 5 e del 10% (per ciò che riguarda i dipendenti pubblici). Per i liberi professionisti, invece, era stata paventata un’addizionale Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) che avrebbe colpito le aliquote più alte (quella del 41% e del 43%), ma la stessa è stata poi annullata. In questo modo dovrebbe entrare nelle casse dello stato circa un miliardo di euro.

NUOVE IMPOSTE – A parte, comprensibilmente, i titoli di Stato, per tutte le rendite finanziarie il decreto stabilisce un’aliquota di tassazione unica pari al 20%. La tassa sui depositi bancari scende quindi di sette punti percentuali (era al 27%), mentre salirà dal 12,5% il “capital gain“, ovvero la tassa da versare sul differenziale (in positivo) dei titoli azionari. Aumenteranno le tasse sui giochi e le accise su carburanti e tabacco, ed in più verrà istituita una nuova “Robin Hood Tax” a carico delle società energetiche. Il tutto porterà ad un rientro di circa due miliardi di euro.

PREVIDENZA E IMPIEGO – Non sono state toccate le pensioni, così come voluto dalla Lega Nord. Viene però anticipato al 2016 (e non più al 2020) il progressivo innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile per le donne che lavorano nel settore privato, che sarà completato entro il 2027. Per i lavoratori della pubblica amministrazione il Trattamento di fine rapporto (Tfr) viene posticipato di due anni (ma solo per coloro che optano per il pensionamento anticipato), e le promozioni bloccate prima della fine del rapporto stesso. Attenzione anche alla tredicesima: se le pubbliche amministrazioni non rispettano gli obiettivi di riduzione della spesa previsti la stessa verrà bloccata. Sul fronte scuola saranno assunti 30.300 docenti e 36.000 unità del personale amministrativo, sia tecnico che ausiliario.

I TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA – «Sono stati forse eccessivi ma determinati dal confronto con l’opinione pubblica», ha detto il Premier parlando del taglio ai costi della politica. Cosa prevede? Si parte dall’accorpamento dei Comuni con meno di 8.500 abitanti (sono 1.500), ed in più saranno abolite le provincie con meno di 30.000 abitanti (34). Ci sarà inoltre uno stop ai doppi incarichi (chi vuole portare avanti la propria attività vedrà la propria indennità ridotta del 50%) e l’obbligo di volare in “economy class” per tutti gli eletti. Infine, ci saranno anche dei nuovi limiti al numero di assessori provinciali e comunali. I posti che “salteranno” saranno 54.000 – ma il personale andrà comunque ricollocato – mentre l’introito sarà pari a 8,5 miliardi di euro.

ENTI LOCALI E MINISTERI – Tocca a loro pagare il prezzo più alto della manovra: meno 9,5 miliardi fra il 2012 e il 2013. Solo il prossimo anno i Comuni riceveranno 1,7 miliardi di euro in meno, le Province 700 milioni e le Regioni 3,6. Con il decreto sarà anticipato al 2012 il Federalismo fiscale, che consentirà ai Comuni di riempire le tasse con la nuova IMU (Imposta Municipale Unica). Critico il Governatore della Lombardia Formigoni: «Così il Federalismo è morto, inconsistente, insussistente». Anche ai Ministeri toccherà tirare la cinghia: meno 6 miliardi nel 2012 e altri 2,5 nel 2013 (i tagli non saranno lineari: per conoscere con precisione le detrazioni bisognerà aspettare la Legge di Stabilità).

MERCATO DEL LAVORO – Viene introdotto nel codice penale il reato di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, che sarà punito con una reclusione dai 5 agli 8 anni, mentre le festività laiche saranno spostate alle domeniche: stop quindi a 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno. Saranno poi rivisti i criteri per le pensioni di invalidità e gli assegni di reversibilità.

FISCO E LIBERALIZZAZIONI – I titolari di negozi e attività devono ricordare di emettere lo scontrino fiscale o la fattura. Pena: la chiusura immediata del locale (finora si andava incontro ad una sanzione amministrativa). Mossa fatta per combattere ancora di più l’evasione fiscale. L’altra introduzione è quella di un’ulteriore tracciabilità di tutte le transazioni superiori ai 2.500 euro, con comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle operazioni per le quali è prevista l’applicazione dell’Iva. Capitolo liberalizzazioni: non vengono toccati né l’esame di Stato né la struttura degli Ordini, come richiesto dal Comitato Unitario dei Professionisti (Cup), ed in più si incentiverà un accesso libero alle professioni, con l’obbligo di formazione ed un equo compenso per chi svolge un tirocinio.