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Posts Tagged ‘Corte dei Conti’

Enasarco, dal Parlamento accuse alla gestione e alle dismissioni immobiliari: due case acquistate dal presidente

mercoledì, aprile 13th, 2016

Dure critiche nella relazione del senatore Sergio Puglia (M5S). Membro dell’organismo di controllo sulle attività delle casse pensionistiche. Che ha analizzato lo stato di salute di quella degli agenti e dei rappresentanti di commercio. “Serietà e prudenza non sono sempre stati i principi ispiratori dell’amministrazione dell’Ente”. Saldo negativo nei conti evitato solo grazie alla cessione degli appartamenti di proprietà. Il massimo dirigente Brunetto Boco si difende: “Nessun conflitto d’interessi”

immobili-nuova-675L’incipit è di quelli pesanti: “Serietà e prudenza non sono sempre stati i principi ispiratori dell’Amministrazione dell’Ente”. Una circostanza che ha portato ad “una gestione finanziaria disinvolta, non di rado in contrasto con la natura pubblica dell’attività a cui tale Ente è preposto”. L’Ente in questione è l’Enasarco, la cassa previdenziale degli agenti e dei rappresentanti di commercio attualmente presieduta da Brunetto Boco. Che conta un esercito di circa 250 mila lavoratori. I quali, stando ai contenuti della relazione del senatore Sergio Puglia (Movimento 5 Stelle), membro della commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti previdenziali e assistenziali, non possono certo dormire sonni tranquilli. Perché in ballo ci sono le future pensioni degli iscritti a Enasarco, istituito nel 1938, privatizzato nel 1994 e sottoposto alla vigilanza del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.

SI SALVI CHI PUÒ – Ma cosa è successo in questi anni nell’ente? “Gli amministratori della Fondazione hanno effettuato investimenti in note strutturate illiquide, inefficienti e rischiose”, è scritto nella relazione – depositata ma non ancora discussa né votata dalla commissione – che ilfattoquotidiano.it ha potuto visionare. Tutti veicoli al cui interno “erano allocati anche fondi hedge (speculativi, ndr) e derivati”. Come l’acquisto monstre di strumenti finanziari emessi dal fondo Antrhacite e garantiti da Lehman Brothers, la banca americana fallita nel 2008. I risultati? Facilmente intuibili. E ai buchi, poi, è stato necessario mettere una toppa. “Senza il contributo rinveniente dalla gestione patrimoniale immobiliare e dalla sua dismissione – mette a verbale Puglia – il risultato economico del bilancio della Fondazione sarebbe negativo”. Come ha fatto notare anche la Corte dei Conti, infatti, “la plusvalenza netta complessiva realizzata da Enasarco per mezzo della dismissione immobiliare, di natura straordinaria, copre il saldo negativo del resto della gestione (caratteristica, accessoria e finanziaria) spiegando la natura essenzialmente straordinaria degli utili della Fondazione”. Tradotto: senza queste dismissioni i conti sarebbero in profondo rosso. Circa mezzo miliardo di euro di buco. Un simile rischio, a dire il vero, non è del tutto scongiurato. Infatti “gli immobili posseduti direttamente dalla Fondazione termineranno, dopodiché, se non intervengono fattori molto positivi sul fronte degli altri investimenti, rischia di ‘rimanere a nudo’ il saldo negativo della gestione ordinaria”.

DIVIETO DI ACCESSO – Dismissioni, basate su un accordo siglato da Enasarco nel 2008 con i sindacati (fra cui l’Unione Inquilini) e che prendono il nome di ‘Progetto Mercurio’, su cui peraltro in Parlamento aleggiano molte ombre. A questo proposito, nella sua relazione, il senatore del M5S spiega come si “sollevano dubbi sulla liceità del processo seguito, anche nei confronti delle organizzazioni degli inquilini, sulle modalità di formazione del prezzo delle dismissioni e sull’adeguatezza dei prezzi ai mutati scenari del mercato immobiliare”. Il perché è presto detto: “A quel che risulta Enasarco non ha mai consentito né al mandatario, né agli inquilini, di avere accesso alla documentazione che non ha mai provveduto a depositare”. Di conseguenza gli inquilini, che avevano un diritto di prelazione sull’acquisto delle case, si sono attivati per conto proprio. Commissionando ad un esperto una perizia che tenesse conto degli stessi criteri stabiliti dall’ente. In base alla quale “è emerso che le valutazioni riportate da Enasarco sulla prelazione non erano congrue” rispetto alle risultanze dello studio di parte. Secondo quanto ha potuto appurareilfattoquotidiano.it, inoltre, alla procedura di acquisto degli immobili di Enasarco ha partecipato anche lo stesso presidente uscente Brunetto Boco. Due le case comprate da quest’ultimo: una a Roma (sette vani con box auto a due passi da Villa Torlonia per 420 mila euro) e una a Milano.

SENZA CONTROLLO – Circostanza, questa, confermata dal diretto interessato. “La casa di Milano l’ho presa in affitto quando ancora non ero presidente e successivamente l’ho acquistata così come hanno fatto tutti gli altri inquilini – spiega Boco contattato dal nostro giornale –. Anche in quella di Roma ero in affitto, fra l’altro rinunciando a tutti i rimborsi spese che mi spettavano visto il mio ruolo in quanto non residente nella Capitale: l’ho comprata e ristrutturata a spese mie, senza alcun vantaggio aggiuntivo”. Conflitto di interessi? Nemmeno a parlane, secondo il numero uno dell’ente. “Anche perché – ribatte – sull’argomento abbiamo uno specifico regolamento interno che è stato osservato alla lettera”. Sarà. Nell’atto di compravendita dell’immobile romano compare (in qualità di “procuratore” di Boco e sua moglie) anche Guido Lanciano, segretario della federazione romana del sindacato Unione Inquilini. “Ma io ero il mandatario scelto dagli inquilini per trattare la vendita delle case situate nel palazzo nel quale si trova anche quella comprata da Boco – si difende Lanciano –. È quanto previsto dall’accordo”. Un caso sul quale il M5S, che ha già chiesto il commissariamento di Enasarco da parte dei ministeri vigilanti (senza mai ricevere risposta), promette di continuare a dare battaglia. “È la dimostrazione di come la gestione di patrimoni con finalità pubbliche, in primis quelli delle casse, non funzioni se affidata senza controlli a personaggi di questo genere. Né per gli inquilini né tanto meno per gli iscritti che versano i contributi”, attacca la deputata romana Roberta Lombardi, che da tempo segue da vicino le vicende relative ad Enasarco. “Non a caso – conclude – abbiamo presentato una risoluzione e una proposta di legge per rendere nuovamente pubbliche le casse e il loro patrimonio, rendendo così più stringenti ed efficaci i controlli”.

(Articolo scritto l’8 aprile 2016 per ilfattoquotidiano.it)

Mafia Capitale, indaga anche la Corte dei Conti: Finanza negli uffici del Campidoglio

giovedì, marzo 3rd, 2016

Gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza si sono presentati nelle sedi del Dipartimento tutela ambientale, della Protezione civile, dell’Ama e del X Municipio. Per acquisire, su ordine della magistratura contabile, documenti legati a possibili danni erariali in relazione all’inchiesta penale della Procura di Roma sul Mondo di mezzo. Intanto Tronca conferma: “I dirigenti sottoposti a misure cautelari sospesi dal servizio, quelli indagati trasferiti ad altri incarichi”

Campidoglio-675Si sono presentati questa mattina. Su ordine della Procura della Corte dei Conti. Per acquisire documenti contabili collegati allo scandalo di Mafia Capitale. Mentre la giustizia penale fa il suo corso, anche la magistratura contabile si sta muovendo. Per indagare sui possibili danni erariali derivanti dal giro di appalti e fiumi di denaro movimentati da quella che la Procura di Roma, guidata da Giuseppe Pignatone, ha definito una vera e propria “associazione di stampo mafioso”. Così poche ore fa – secondo quanto risulta a IlFattoQuotidiano.it – gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza hanno fatto visita in diversi uffici del Campidoglio. Dal Dipartimento Tutela ambientale all’ufficio extradipartimentale Protezione civile. Ma anche alla sede dell’Ama, la partecipata incaricata dello smaltimento dei rifiuti di Roma, già al centro dell’inchiesta Mafia Capitale, e del X Municipio (Ostia).

Insomma, se sul fronte penale la giustizia ha già iniziato a fare il suo corso, con le prime condanne – in primo grado – già comminate fra gli altri all’ex assessore alla Casa dell’amministrazione Marino, Daniele Ozzimo (due anni e due mesi per corruzione), ora la vicenda potrebbe avere nuovi sviluppi. Quelli legati al fascicolo aperto dalla Procura della Corte dei Conti per accertare eventuali danni erariali e le relative responsabilità collegati alle condotte criminali dei protagonisti di Mafia Capitale sui quali stanno indagando gli uomini delle Fiamme gialle. Intanto sempre nelle stesse ore, nel corso dell’audizione in commissione Antimafia, il commissario straordinario del Comune di Roma Francesco Paolo Tronca ha spiegato di aver trovato “una realtà bloccata e intimorita, alla quale l’indagine Mafia Capitale ha dato il colpo di grazia.

Perciò “nessuno prende una decisione, nessuno fa una scelta, nessuno mette una firma, molti neppure ricevono e incontrano operatori economici, imprenditori, associazioni, ditte, nessuno segnala criticità o problematiche in atto”, ha spiegato l’ex prefetto di Milano. “Nei confronti dei dipendenti capitolini sottoposti a misure restrittive della libertà personale, sono stati adottati gli atti di sospensione cautelare dal servizio e sono stati attivati i connessi procedimenti disciplinari – ha concluso Tronca – al personale dirigente che risulta indagato, nelle more della definizione del procedimento penale, è stato attribuito un diverso incarico rispetto a quello ricoperto nel periodo dei fatti contestati”. Mentre “il personale non dirigente è stato assegnato presso altri uffici”. Una situazione nella quale potrebbero presto irrompere anche le risultanze dell’indagine avviata dalla magistratura contabile.

(Articolo scritto il 1 marzo 2016 con Antonio Pitoni per ilfattoquotidiano.it)