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Posts Tagged ‘Clemente Mastella’

Vitalizi, il Senato si è scordato di darci un taglio

sabato, aprile 29th, 2017

Pietro_Grasso_2Il D-day è fissato per lunedì prossimo, 1° maggio. Da quel giorno, e fino al 2020, gli ex deputati si vedranno applicare il tanto contestato contributo di solidarietà sui vitalizi il cui importo supera i 70 mila euro lordi annui, come deciso nel corso dell’infuocata riunione dell’Ufficio di presidenza della Camera del 22 marzo scorso durante la quale è stata approvata la delibera presentata da Marina Sereni (Pd). Un taglio più simbolico che sostanziale: appena l’1,7%, visto che saranno risparmiati 2,4 milioni di euro l’anno quando, nel solo 2016, la stessa Camera ne ha sborsati 135,3 per pagare le pensioni dei suoi ex inquilini. Venti dei quali (le cui identità restano ancora ignote) hanno già manifestato l’intenzione di presentare ricorso affidandosi all’avvocato ex ed parlamentare del Pdl, Maurizio Paniz. Fin qui è storia nota.

Il problema però è un altro, e cioè che il “taglietto” deciso da Montecitorio non riguarderà pure Palazzo Madama. Proprio così. Da un mese a questa parte, infatti, il Consiglio di presidenza del Senato – organismo “gemello” di quello di Montecitorio con a capo la presidente Laura Boldrini – non si è mai riunito per discutere nel merito la proposta di delibera presentata dal Movimento 5 Stelle. Proposta fotocopia di quella bocciata, fra le proteste dei deputati pentastellati (42 dei quali sono stati sospesi da 5 a 15 giorni), più di un mese fa nell’altro ramo del Parlamento. In sostanza, ai fini del conseguimento della pensione, Di Maio, Fraccaro e co. proponevano di far confluire i contributi versati dai parlamentari nelle casse previdenziali “con le stesse regole che normano la vita dei cittadini che vivono fuori dai palazzi”.

È altamente probabile che anche nel Consiglio di presidenza di Palazzo Madama, dove i grillini sono rappresentati unicamente dalla senatrice-questore Laura Bottici, la proposta di delibera sarebbe andata incontro alla stessa sorte. Ma quantomeno se ne sarebbe discusso, magari trovando una – seppur timida – soluzione di compromesso. Invece niente. Così gli 836 ex inquilini del Senato che oggi percepiscono i ricchi assegni (82,8 milioni di euro il costo totale lo scorso anno) potranno continuare a farlo indisturbati. Dall’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella a Franco Bassanini (6.939 euro netti al mese per entrambi), passando per l’ex presidente del Consiglio Lamberto Dini (4.756) e Mirello Crisafulli (2.598), solo per citare qualche nome noto. Loro sì che possono stare davvero sereni.

Twitter: @GiorgioVelardi

Articolo scritto il 28 aprile 2017 per La Notizia

La “legge bavaglio”? La fece già il centrosinistra, ma fanno tutti finta di non ricordare

lunedì, ottobre 10th, 2011

Faccio una premessa: sono contrario alla cosiddetta “legge bavaglio” e ad una classe politica (tutta, da destra a sinistra) che non riesce a risollevare le sorti di questo paese. Ma è proprio di un provvedimento che in questi giorni si sta discutendo con così tanto fermento – facessero le riforme, invece – nelle aule parlamentari che vi voglio parlare: il ddl sulle intercettazioni.

Più o meno sapete già di cosa si tratta, ma la vera novità è arrivata qualche giorno fa, quando l’onorevole Maurizio Paniz (Pdl) ha dichiarato durante un’intervista a Radio 24: «Il giornalista che pubblica ciò che non può pubblicare dovrebbe subire una sanzione pensale. Il carcere magari è un percorso più lungo. Che ne so, ci vorrebbe una sanzione da 15 giorni a un anno, poi il giudice graduerà a seconda della violazione, vedrà se sono possibili riti alternativi, pene pecuniarie o multe o – ribadisce Paniz – se il giornalista debba andare in carcere. Cosa che è tutto sommato molto rara nel nostro ordinamento per questa tipologia di situazione». È il mondo al contrario: la Camera è impantanata a votare l’autorizzazione o meno all’arresto (nell’ordine) di Papa, Tedesco, Milanese e Romano – tutti tranquillamente a spasso, tranne Papa che è a Poggioreale – e i giornalisti che fanno il loro mestiere, cioè informare, rischiano di finire dietro le sbarre.

Ma c’è di più, perchè l’ipocrisia della nostra classe politica non ha mai fine. Oggi i partiti di opposizione – tutti, nessuno escluso – si stracciano le vesti per protestare contro quello che dicono essere un «attacco alla democrazia». Ma quanti di voi sanno che il 17 aprile 2007 l’allora governo di centro-sinistra propose un ddl sulle intercettazioni a firma del ministro della Giustizia in carica Clemente Mastella con le stesse caratteristiche di quello attuale? Vi dò i numeri della votazione alla Camera: 447 sì e 7 astenuti. Neanche un deputato contrario. Uno, che ne so, che sbagliò a premere il pulsante durante la votazione. Niente. Ergo: hanno votato tutti in maniera compatta, dal Pdl al Pd, dall’Italia dei Valori (non c’era Antonio Di Pietro, ma il portavoce Donadi entusiasta affermò: «L’unanimità è un segno della forza del Parlamento») a Rifondazione comunista, che in quella legislatura sedeva – eccome – in Parlamento.

Pensate, votò a favore pure Giulia Bongiorno, diventata – dopo Manuela Arcuri, prima di scoprire la magagna – nuova eroina dell’opposizione. Vi cito qualche altro nome di politici con scarsa memoria, diciamo così: Carmelo Briguglio, Benedetto Della Vedova e Flavia Perina (oggi tutti portabandiera di Fli), Lorenzo Cesa e Luca Volontè (Udc) e persino Dario Franceschini (che martedì scorso ha detto: «Faremo di tutto per opporci a questa porcheria») e Massimo D’Alema, che arrivò addirittura a minacciare: «Parlate di 3-5mila euro di multa… ma li dobbiamo chiudere quei giornali». Il ddl non fu mai votato al Senato per la fine anticipata della legislatura. Democratici, eh?