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Le bugie di Severino sulle carceri

giovedì, gennaio 24th, 2013

paola-severino-Ogni volta che leggo una dichiarazione del ministro della Giustizia Paola Severino che riguarda le carceri mi domando su che pianeta viva. L’ultima, pronunciata all’Assemblea del Consiglio d’Europa martedì 22 gennaio, recita così: «Nonostante le ristrettezze delle risorse disponibili il governo Monti ha ampliato le strutture carcerarie per far fronte al sovraffollamento dei detenuti.  Già nel 2012 sono stati consegnati 3.178 nuovi posti, cui se ne aggiungeranno 2.382 entro il mese di giugno di quest’anno».

Ci dispiace deluderla, ministro, ma davvero di questo incremento di posti non ce ne siamo accorti. Non sarà che i numeri sono stati alterati? Per rispondere è utile ricordare quanto scrive Antigone, una delle associazioni che in Italia si occupano dell’emergenza carceraria e dell’abuso della carcerazione preventiva (il 40,1% dei detenuti è in attesa di giudizio, contro una media dei Paesi del Consiglio d’Europa del 28,5%), nel IX Rapporto nazionale sulle condizioni di detenzione.

«Al 31/12/2009 la capienza regolamentare delle nostre carceri era di 44.073 posti», scrive Antigone. «Secondo i dati ufficiali del 31/10/2012 la capienza regolamentare complessiva è di 46.795 posti. La notizia però incredibile è che il 31/08/2012, due mesi prima, la capienza degli istituti era di 45.568 posti. Da agosto il numero degli istituti è rimasto lo stesso in ogni regione, ma in Calabria ci sarebbero 263 posti in più, in Umbria 196 e in Lombardia addirittura 661 in più. A noi – aggiunge l’associazione – non risulta però l’apertura di nuove carceri, né di nuovi padiglioni in vecchie carceri, né in Calabria né in Umbria e né in Lombardia. A che gioco giochiamo?».

Già: chi cosa stiamo parlando? Del nulla. Quello delle carceri è un problema ancestrale, ignorato per anni dai nostri governanti. Se n’è occupato, e lo fa tutt’ora con costanza, un unico partito: i Radicali. I quali, però, rimarranno probabilmente fuori dal prossimo Parlamento. Cambiare tutto per non cambiare niente, dunque. In pieno stile gattopardesco.

Sotto questo punto di vista, nell’anno passato alla guida del Paese, il governo Monti ha fatto il minimo sindacale. I provvedimenti della Guardasigilli, che pure portavano nomi ambiziosi (“Salva-Carceri” e “Svuota-Carceri”), si sono rivelati fallimentari. Di più: la spending review è stata una mannaia per il cosiddetto “Piano-carceri” (datato 2010, anno in cui l’allora governo Berlusconi dichiarò lo «stato d’emergenza»), che avrebbe dovuto garantire la realizzazione di 9.150 nuovi posti letto grazie ad uno stanziamento di 675 milioni di euro. Cos’è successo, invece? Che l’esecutivo tecnico ha ridotto la cifra di ben 228 milioni.

Passi il fatto di essere in campagna elettorale e di dover “bere”, senza filtro, qualsiasi cosa viene detta ai cittadini. Ma i freddi numeri, quelli che – scherzo del destino – hanno portato all’insediamento dei Professori, parlano chiaro. Sono inoppugnabili. E raccontano una realtà diversa da quella descritta dalla Severino. Ministro, la prego: abbia rispetto non tanto per noi, quanto per i detenuti. Glielo deve.

Twitter: @mercantenotizie